Accetta la vita così com’è. Sii gioioso, senza alcun motivo.
In un villaggio in cui viveva il gran maestro zen Hakuin, una ragazza rimase incinta. Suo padre la costrinse a rivelare il nome dell’amante e lei per sfuggire alla punizione disse che era Hakuin. Quando il bambino nacque il padre lo portò da Hakuin e lo mise ai suoi piedi: “Pare che questo figlio sia tuo.” e continuò insultandolo. Il mestro zen disse solo: “Ah è così…” e prese il bambino fra le braccia e da quel momento portò il bambino ovunque andasse avvolto nella manica della sua veste stracciata. Molti dei suoi discepoli considerandolo caduto in fallo, si rivoltarono contro di lui e lo abbandonarono e lui non diceva una parola. Nel frattempo la madre si rese conto di non poter sopportare la separazione dal suo bimbo per cui confessò il nome del vero amante. Suo padre si precipitò da Hakuin e si prostrò davanti a lui implorando il suo perdono. Hakuin disse solo: “ah è così…..” e restituì il bambino.
Questa è accettazione. Questo è tathata. Qualsiasi cosa porti la vita, va benissimo, è perfetta. Questa è la qualità riflettente di uno specchio: nulla è buono, nulla è cattivo, tutto è divino. Accetta la vita così come è. Accettandola spariscono i desideri, scompaiono le tensioni, sparisce l’insoddisfazione. Ci si sente felici senza un motivo particolare. Quando la gioia ha un motivo non dura a lungo, quando la gioia non ha motivo permane per sempre.
